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steveandreasSteve Andreas,
autore di ottimi libri di PNL (tra cui 4 di Bandler)
è un trainer eun terapeuta molto serio e estremamente preparato che rispetto tantissimo.
In questo articolo del suo blog “recensisce” uno dei 2 nuovi libri di Bandler (?)
in realtà come lui specifica i libri sono di un altro autore
(come la maggior parte dei libri di Bandler).

http://realpeoplepress.com/blog/nlp-book-review-get-the-life-you-want-richard-bandler

Consiglio, se avete acquistato il libro,
(che continuo a consigliare
perché è un libro di sole tecniche
è semplice da leggere
e da un buon “senso” di come funzionino le tecniche di PNL
e anche perché IMHO almeno all’inizio ai principianti
è meglio non dare esercizi con una complessità eccessiva=troppi passi…)
di leggere con MOLTA ATTENZIONE
questo articolo perché ci sono moltissime “distinzioni” importanti,
(sulle quali sono totalmente d’accordo)
troppe perché io le possa riassumerle in questo articolo
MA vi invito a postare nei commenti quelle che vi hanno interessato / colpito di più
in modo da aiutare i “non anglofoni” (o meglio quelli che pensano di non avere questa abilità)
che hanno acquistato il libro in Italiano e leggono il blog

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4 risposte a “Steve Andreas “critica” Get the Life You Want”

  1. Avatar Row

    Personalmente trovo i loro libri molto belli da leggere, ma di difficile applicazione.
    Ad esempio, tutte quelle distinzioni sull’identità o sulle strategie decisionali, si, mi hanno fatto pensare, ma all’atto pratico ne ho tratto pochi benefici.

    Imho la semplicità in un esercizio è spesso sinonimo di potenza.
    Per questo mi piace molto di più Mckenna, perchè tutto quello che scrive o che dice nei video riesco a provarlo facilmente e funziona facilmente.

    I video degli Andreas ne ho visti alcuni e mi hanno un pò annoiato. Forse sono io che non sono abbastanza avanzato.
    Ma mi viene da dire: Avanzato per cosa?
    Se riesco ad ottenere quello che voglio con gli esercizi più semplici, forse sono questi ad essere più avanzati. Nel senso che per renderli così semplici ci è voluto molto più lavoro.

    Ciao Zio
    e complimenti,
    perchè a differenza di molti, compreso il sottoscritto, riesci sempre a mantenere una notevole apertura mentale.

    1. Avatar zio

      Concordo sul fatto che in video sono noiosi
      e concordo anche sul fatto che nella maggior parte dei casi si risolve tutto con tecniche semplicissime
      e sul fatto che i libri di PMK sono semplici e li dimostra
      detto questo ci sono casi in cui le tecniche semplici non bastano
      direi quindi come ho suggerito a suo tempo di tenere questi autori per chi lavora per le persone o vuole una comprensione della PNL oltre il pratictioner
      certo sembrano spaccare il capello in 4 con le definizioni
      ma a me è capitato qualche caso in cui sono servite
      come quella tra vergogna e senso di colpa

  2. Avatar Gennaro Romagnoli

    Ciao Zio,

    avevo letto un pò di tempo fa questo articolo…ed ogni punto
    che sottolinea Steve Andreas sarebbe da discutere (mi trovo
    assolutamente d’accordo con lui)…per semplicità:

    1) Assolutamente d’accordo sul fatto che il libro è estremamente
    generico e semplicistico…anche per chi si avvicina alla PNL. (poco “How to”)

    2) Controllo su tutto: la famosa “paralisi dell’analisi”…avere “tutto sotto controllo” è impossibile…altrimenti a che cosa ci serve l’inconscio ? 😉

    3) L’avversione: Bandler (o chi per lui;-)) è esageratamente “cognitivo-comportamentale”…ed utilizzare le risposte avversive nel modo sbagliato può portare davvero alla paralisi (impotenza appresa di Martin Seligman).

    Ah…è vero nel video “The Hypnotist” la tizia bionda non sembra affatto tranquilla dopo l’intervento “veloce” di Bandler ;-))

    4) lo spinning delle sensazioni (che io ho imparato guardando VCD1;-)) è troppo restrittivo. Infatti Bandler indica 2 sole direzioni…mentre come sottolinea giustamente Andreas le sensazioni possono muoversi in molti modi diversi.

    Mi fermo qui, poi Andreas continua esaminando tutti gli esercizi del libro…con le differenze fra associato e dissociato, indicando che spesso Bandler presuppone che alcune esperienze siano per forza associate ed altre dissociate… Altro aspetto che “viola” lo studio della soggettività proclamato dalla PNL 😉

    Zio sono stato abbastanza preciso? 😉

    Grazie
    Genna

    1. Avatar zio

      GRAZIE Gennaro della veloce e precisa 😉 analisi,
      Andreas è stato molto meticoloso
      ed è giusto sia così nella PNL
      la critica che fa è chiaro che non è rivolta a Bandler
      (tranne quando “critica” lecitamente IMHO lo “psicoteologismo” di cui Bandler fa ampio uso
      e ne ho già parlato tante volte in passato)
      il resto delle “specificazioni” sono rivolte al vero autore del libro Owen Fitzpatrick (che BTW a me piace)

      Insomma continuo a raccomandare il libro
      con le correzioni dell’articolo di Steve Andreas
      ma ancora di più raccomando i libri degli Andreas
      in particolare Heart of the mind
      IMHO il più adatto a un praticamente “medio-avanzato”

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